Ufficio per le Comunicazioni Sociali
Giornata per la legalità
I passi di Acerra per la legalità
Hanno perso una bella occasione coloro che aspirano tra qualche mese a sedersi sugli scranni da dove si decideranno le sorti della nostra città di Acerra. Perché se è vero che il nostro territorio ha bisogno di una “rigenerazione” in ogni senso, essa non può che partire dai più piccoli, dal “futuro” della nostra terra. Anche Acerra, infatti, ha offerto il suo contributo nella preparazione della Campania alla XIV Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie - dal titolo “L’etica libera la bellezza” - svoltasi il 21 marzo a Napoli. Quest’anno, per la prima volta, le dieci scuole promotrici hanno scelto un progetto comune “Adotta una vittima innocente di criminalità”. Lo scorso 13 marzo, dopo aver sfilato per le strade della città a ritmo di canti e slogan contro la criminalità, centinaia di bambini, ragazzi e giovani, hanno gremito il Teatro Italia di Acerra per assistere alla V Giornata per la legalità dal titolo “Il valore della memoria, la forza della testimonianza”. Alla manifestazione ha partecipato anche il nostro vescovo monsignor Giovanni Rinaldi, il quale ha rimarcato l’impegno della Chiesa di Acerra per combattere la cultura dell’illegalità, citando le diverse iniziative e realtà presenti sul territorio che fanno capo alla Chiesa: progetto Mi. Ria., che aiuta i cosiddetti “ragazzi a rischio”, in particolare nello svolgimento dei compiti pomeridiani, l’Azione Cattolica, che da qualche anno ha ripreso vigore nella nostra diocesi, gli Scouts, che hanno trasferito la loro sede, per concessione dello stesso vescovo, all’interno del seminario diocesano, l’ormai tradizionale torneo di calcetto, che nel mese di maggio raccoglie centinaia di ragazzi, i campi scuola e il Grest della Parrocchia S. Alfonso di Acerra, che lavora con i ragazzi del Quartiere Gescal. Certo – ha detto il vescovo – tutti dobbiamo fare un serio esame di coscienza sul «di più» che ancora si potrebbe fare e impegnarci a «farlo subito». «Per questo – ha concluso monsignor Rinaldi – sogno un prete che prenda a cuore il tema della legalità e spenda ogni energia per le attività con i ragazzi». Il dott. Giuseppe Gargano, dirigente dei servizi sociali del Comune di Acerra, ha detto di sognare un giorno in cui non si celebrerà più la giornata per la legalità perché non ce ne sarà bisogno, mentre il capo della locale stazione della Polizia di Stato ha raccomandato ai ragazzi di «tenersi bene la loro seconda casa – la scuola – troppo spesso ad Acerra teatro e vittima di atti vandalici». Il Commissario prefettizio, Maria Luisa Latella, da qualche mese al governo della città dopo le dimissioni di 21 consiglieri comunali, si è detta contenta di incontrare per la prima volta ufficialmente la città partendo dai piccoli, cioè dal futuro. Dobbiamo «riscoprire – ha aggiunto – i valori familiari e sociali delle nostre città e della nostra civiltà perché sui mezzi di informazione appaiano le bellezze e non le brutture dei nostri territori». Gli alunni e gli studenti delle scuole di Acerra hanno adottato quest’anno quattro vittime innocenti della criminalità: il piccolo Nicholas Green, ucciso in Calabria qualche decennio fa durante una rapina, del quale i genitori decisero di donare gli organi, la giovane Annalisa Durante, uccisa a Forcella da proiettili vaganti, Alberto Vallefuoco, ucciso insieme ad altri giovani innocenti per errore a Pomigliano D’Arco, Paolino Avella, che ha perso la vita qualche anno fa solo per difendere il proprio motorino. Ogni istituto ha presentato i frutti del loro lavoro (canzoni, danze, poesie, coreografie, video); un lavoro che è costato tempo, pazienza, studio, sacrificio. Ma tutti lo hanno fatto con amore e la ricchezza ricevuta in termini umani e culturali è superiore di gran lunga alle difficoltà. Toccante la testimonianza del papà di Alberto, Bruno Vallefuoco. «La parola legalità – ha detto – è troppo spesso svuotata del suo significato. Sono contento che avete scelto mio figlio perché lui fa parte di quelle tante vittime che non hanno scelto di essere eroi ma che sono state sacrificate sull’altare del potere e del denaro. Semplicemente erano al posto sbagliato nel momento sbagliato. Ma – si è chiesto provocatoriamente il papà della vittima – chi sono i veri colpevoli: quelli che hanno sparato o quelli che, invece di rivolgersi allo Stato, hanno lasciato che i clan risolvessero tra di loro (Alberto fu ucciso insieme ad altri tre ragazzi, per errore, mentre si consumava un regolamento di conti tra clan)?». Profonda ed emozionate anche la testimonianza del papà di Paolino Avella, l’avvocato Alfredo, che ha presentato l’associazione “Paolino Avella” di cui è presidente. In sala anche la mamma e la nonna del ragazzo ucciso nel vesuviano. Eppure, di coloro che tra qualche giorno cominceranno ad elemosinare il nostro consenso in cabina elettorale nessuna traccia. Forse troppo impegnati in “manovre” tattico - strategiche finalizzate al miglior risultato elettorale! Ma non tutti i mali vengono per nuocere. Lo ha ricordato proprio Alfredo Avella: «Sono contento – ha detto – che i protagonisti di questa giornata siano i ragazzi, e di non aver assistito alla solita passerella di politici che qualche volta, ahimé, sono presenti a queste manifestazioni solo per svuotarle di significato e di efficacia nella lotta contro tutte le mafie».
43ª Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali
Messaggio di Papa Benedetto XVI
Giornata della Legalità ad ACERRA
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