Nel week-end del 23-25 gennaio presso la Casa dell’Umana Accoglienza ad Acerra si è tenuto il corso di formazione regionale per gli animatori del Progetto Policoro Campania. Erano presenti gli animatori della Diocesi di Acerra, Amalfi-Cava, Nola, Aversa, Capua, Teano, Nocera Inferiore-Sarno, Avellino, Ariano Irpino e i sacerdoti di S. Angelo dei Lombardi- Conza-Nusco-Bisaccia.
Il corso iniziato giovedì sera con saluti, presentazioni e conoscenze tra nuovi animatori e quelli di anni passati, si è continuati nella giornata di venerdì mattina con gli interventi di don Gaetano Di Palma che attraverso la Lectio Biblica “In principio erano i laici” si è soffermato sul significato della parola Laico sia in riferimento all’antico testamento (“il popolo di Dio”), sia al nuovo testamento (“comunità cristiana come popolo” da aggiungere al significato precedente), sia a quello presente nella nostra percezione di cristiani. Il laico, ha continuato il sacerdote, è membro di questo popolo che ha caratteristiche determinanti: è una comunità profetica, un popolo che risulta dalla fusione di tanti popoli, il vero seme di Abramo, il vero tempio. Dopo questo momento abbiamo avuto l’intervento di Gian Vincenzo Nicodemo rappresentante dell’Acli (Associazione Cristiani Lavoratori Italiani) e di Luca Giordano dell’Agesci ( Associazione Guide e Scout Cattolici Italiani) come rappresentante dei boyscout che ha messo in evidenza, attraverso il gioco, come l’unione delle persone, delle singole forze possano portare a compimento importanti progetti. Nel pomeriggio del venerdì abbiamo avuto l’intervento di Florinda Terracciano la quale, attraverso una simulazione di accoglienza dell’utente allo sportello, ha evidenziato le eventuali richieste, le problematiche ed il modo di comportarsi con l’utente stesso. Il corso si è concluso sabato mattina con gli interventi di Mons. Gennaro Pascarella, vescovo di Pozzuoli e delegato della Conferenza Episcopale Campana per la famiglia, che ha posto la sua attenzione sulla famiglia in rapporto con la problematica del lavoro. “Sostenere la famiglia, veri soggetti sociali, è creare condizioni per una convivenza sociale più serena. Nello stesso tempo aiutare i giovani a realizzarsi nel lavoro è dare più serenità alla famiglia. Farsi vicino a chi soffre e far sì che il gesto di aiuto sia sentito non come obolo umiliante ma come fraterna condivisione, chi infatti non ama il fratello che vede non può amare Dio che non vede (1 Gv 4, 20)”. Certamente è la lotta per la giustizia, ha continuato Mons. Pascarella, a creare le condizioni perché i giovani possano lavorare e soprattutto possano concretamente pensare al matrimonio e crearsi una famiglia. L’ultimo intervento è stato di Giuseppe Bottalico che, oltre a momenti di preghiera tenuti in questi giorni, ci ha fatto riflettere sulla chiesa nel territorio che va dalla diocesi alla parrocchia. “ E’ la diocesi ad assicurare il rapporto del Vangelo e della Chiesa con il luogo, con le dimore degli uomini. La missione e l’evangelizzazione riguardano anzitutto la Chiesa particolare nella globalità. Da essa, infatti, sul fondamento della successione apostolica, scaturisce la certezza della fede annunciata e ad essa, nella comunione dei suoi membri sotto la guida del vescovo, è dato il mandato di annunciare il Vangelo. La parrocchia, che vive nella diocesi, non ne ha la medesima necessità teologica, ma è attraverso di essa che la diocesi esprime la propria dimensione locale. Pertanto la parrocchia è definita giustamente come la Chiesa stessa che vive in mezzo alle case dei suoi figli e delle sue figlie. Importanti sono stati i momenti di preghiera e di formazione spirituale tenuti da Don Aniello, come rilevanti sono stati le occasioni di confronto e condivisione tra gli animatori e tra quest’ultimi e i formatori. Grazie a questi corsi di formazione gli animatori, arricchiti spiritualmente, sono ritornati nelle loro diocesi per i loro impegni di evangelizzazione e formazione con un’iniezione di speranza in più da dare a tutti coloro che si avvicinano al Progetto Policoro.