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Il mattino 31/01/2010 pag. 44 |
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| «Salvate gli operai Ilmas» dal vescovo sos al governo | |
Casalnuovo. «Duecento famiglie da nove mesi senza reddito, senza cassa integrazione. Assurdi tempi burocratici per firmare atti dovuti. Aiutate i lavoratori della Ilmas Sud». Il vescovo di Acerra, monsignor Giovanni Rinaldi, scrive al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e al sottosegretario alla presidenza, Gianni Letta. Nei giorni scorsi il prelato ha partecipato a due manifestazioni dei lavoratori. «Questa interminabile vertenza - scrive il presule - è iniziata nel lontano 2004, quando inspiegabilmente, la multinazionale americana Exide decise di licenziare i 182 lavoratori. Ci fu un protocollo di intesa con governo e Regione che costrinse la Exide al ritiro dei licenziamenti. A dicembre del 2005 ci fu anche l’impegno per la riassunzione e il potenziamento del settore aeronautico. Ma poi non se ne è fatto nulla». La ILMAS e la Osu (sua controllata) sono aziende che hanno più di 50 anni di storia nelle costruzioni meccaniche per il settore aeronautico, hanno sedi ad Acerra, Orbassano e Rivoli. Oggi 400 persone, 200 nel solo territorio di Acerra, rischiano di essere mandate a casa senza alcuna prospettiva. Da nove mesi le maestranze non percepiscono alcun reddito, né in forma di retribuzione, né in forma di cassa integrazione. Il decreto per la Cig è stato firmato solo il 19 gennaio. «Preghiamo, supplichiamo le Signorie Vostre di velocizzare il processo - scrive il vescovo -. È una questione economica, di sopravvivenza fisica, ma soprattutto di dignità umana e spirituale. Inoltre, è urgente rimettere insieme la composizione di un tavolo permanente con tutti gli altri settori istituzionali perché si raggiunga lo scopo di garantire il mantenimento dei livelli occupazionali». Il piano prevedeva la collocazione nel vecchio sito ex Exide di tutte le attività aeronautiche e lo stanziamento di 27,5 milioni di euro in investimenti da parte del ministero delle Attività produttive e di 1,9 milioni di euro da parte della Regione, mai erogati.