Comunicato Stampa

sull'entrata in funzione

dell'inceneritore di acerra

 

 

Il Consiglio Pastorale della Diocesi di Acerra prende atto che l’entrata in esercizio dell’inceneritore fa di questo impianto una realtà.

Molti fedeli di questa Diocesi hanno condiviso con il proprio Vescovo una netta azione di contrasto al cosiddetto “Piano di smaltimento dei rifiuti” voluto dalle Amministrazioni regionali, di tutte le tendenze politiche, e tenacemente, perseguito dai Commissari Straordinari. L’operatività dell’inceneritore di fatto potrebbe essere interpretata come la sconfitta di tale opposizione e delle lotte intraprese da una parte, non minoritaria, di cittadini. Sarebbe questa una lettura falsata da una non chiara individuazione dei motivi che hanno determinato la presa di distanze, anche della Chiesa locale, da quel piano rifiuti. Infatti la sincera protesta, che anche da questo Organismo di rappresentanza della Chiesa locale si è levata, non è mai stata ispirata, articolata e indirizzata sulla base di interessi locali o, peggio, di impostazioni ideologiche. L’unica preoccupazione (e qual altra poteva essere?) di questo Organismo ecclesiale è stato di rendere “fare la verità”, di non tacere di fronte ad una impostazione sommaria e grossolana del problema che comportava, non solo per Acerra, un grave rischio ambientale, uno snaturamento della vocazione agricola del territorio, oltre che una caduta di civiltà.

Infatti non si è condiviso il metodo che ha portato alla definizione di questo progetto di smaltimento, alla individuazione dei siti non per valutazioni giuridico-economiche, che spettano ad altri, ma solo perché preoccupati dell’“epoche” della democrazia e dell’accantonamento della funzione educativa e direttiva della politica. Il contrasto agli interessi della camorra, che ha sempre trovato anche questa Chiesa locale in prima linea, non può avvenire aggirando la crescita civile e, tanto meno, esprimersi estromettendo i cittadini dalle scelte che li riguardano e disconoscendo le loro legittime preoccupazioni.

Sono state espresse perplessità sul merito di quel progetto perché, con malcelata evidenza, esso non considerava necessaria la raccolta differenziata, forse, rassegnandosi ad una refrattarietà data per scontata di una parte della società regionale. Al di là dei progetti, la pratica quotidiana è andata in tutt’altra direzione: non è mai partita seriamente se non con proclami la raccolta differenziata, non sono stati costruiti impianti di compostaggio per i rifiuti umidi, i cosiddetti CDR si sono limitati a imballare l’immondizia dopo una sommaria quanto inopportuna tritovagliatura, il tutto destinato ad un impianto di incenerimento progettato per bruciare il “tal quale”.

L’opportunità “salvifica” dell’azione di contrasto a cui anche il mondo cattolico locale ha partecipato è segnata dai numerosi interrogativi sorti nella Magistratura inquirente e, soprattutto, dalle 27 prescrizioni imposte all’impianto del megainceneritore.

Ancora oggi si tende ad assicurare i cittadini sulla correttezza del programma di smaltimento dei rifiuti ma si ha la netta percezione che si sia semplicemente tornato all’antico con la raccolta “indifferenziata”, con le discariche (anche se temporanee), con l’incenerimento del “tal quale”.

Ma realismo vuole che non si può vivere in una situazione diversa da quella che la vita ci assegna. Oggi, realismo per questa terra è l’attivazione dell’inceneritore e l’avvio a regime del piano di smaltimento dei rifiuti. Se quell’azione di contrasto, avviata prima della costruzione dell’inceneritore, fosse stata di corto respiro localistico, se avesse con miopia guardato solo a spostare in altro luogo l’insediamento dell’impianto, oggi si dovrebbe rassegnarsi alla sconfitta e dal giorno successivo all’avvio dell’inceneritore ritornare alla normale quotidianità.

Ma noi non ci rassegniamo alla routine del quotidiano incenerimento.

Il realismo dell’accettazione dell’attività dell’inceneritore deve passare attraverso il controllo e la valorizzazione di questa ingombrante presenza.

Le assicurazioni delle Autorità di un monitoraggio dell’attività è opportuno che trovino valido riscontro in un serio controllo svolto da soggetto terzo rispetto a chi ritiene valido questo impianto e a chi nutre preoccupazione verso di esso. Tale soggetto non può che essere la comunità scientifica che ha l’impostazione metodologica e le competenze necessarie a tal bisogno.

Il Consiglio Pastorale di Acerra auspica pertanto che si istituisca un osservatorio costituito da professionalità qualificate in campo tecnologico, medico, agrario, urbanistico che non solo si limiti a monitorare l’impatto dell’inceneritore sul territorio ma svolga attività di ricerca sullo smaltimento dei rifiuti e, in particolare, sulle tecniche di termovalorizzazione: una sorta di Università ambientale.

Acerra ha firmato negli ultimi decenni, parecchi protocolli: il protocollo per l’insediamento dell’Università e del Policlinico, il protocollo del Polo Pediatrico Mediterraneo: tutti andati a vuoto e bruciati da forze e intrighi politici.

Se si è voluto che Acerra ospitasse uno degli inceneritori più grandi d’Europa, si prosegua a pensare in grande assegnando a questo territorio non un ruolo marginale, che lo faccia piombare nella dannazione della esclusione, o un’appendice maleodorante di Napoli, ma che lo renda parte attiva della vita della comunità regionale.

Il Consiglio Pastorale auspica altresì che la società civile e la futura Amministrazione Comunale di questo territorio tengano vigile l’attenzione sul tema ambientale, condizione necessaria per una crescita democratica, che si esprime nell’attiva cittadinanza. Conscio della parte avuta dalla Chiesa locale nel dibattito sulla questione ambientale e del ruolo morale che deve sollecitare la saggezza politica che altri devono coltivare, il Consiglio sollecita le strutture ecclesiali ad operare opportunamente perché la presenza dell’inceneritore divenga occasione di confronto democratico all’interno della società locale e occasione di sviluppo culturale ed economico.

 

Il Consiglio Pastorale della Diocesi di Acerra